Tassazione 12,5% sui titoli di Stato: come funziona

Perché i titoli di Stato italiani ed esteri sono tassati al 12,5% e non al 26%: quali strumenti beneficiano dell'aliquota ridotta, ETF misti e come sfruttarla.

8 maggio 20266 min di lettura
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L'eccezione fiscale dei titoli di Stato

In Italia, la quasi totalità dei redditi da investimento è tassata al 26%: azioni, ETF, obbligazioni corporate, conti deposito. Esiste però un'eccezione importante: i titoli di Stato godono di un'aliquota ridotta al 12,5%, la metà.

Questo vantaggio si applica sia alle cedole periodiche che alle eventuali plusvalenze da vendita prima della scadenza.

Quali strumenti beneficiano dell'aliquota al 12,5%

Titoli di Stato italiani

Tutti i titoli emessi dallo Stato italiano:

  • BTP (Buoni del Tesoro Poliennali)
  • BTP Valore
  • BTP€i (indicizzati all'inflazione)
  • BOT (Buoni Ordinari del Tesoro)
  • CCT/CCTeu (Certificati di Credito del Tesoro)
  • BTP Futura

Titoli di Stato esteri "white list"

L'aliquota al 12,5% si applica anche ai titoli di Stato emessi da paesi inclusi nella cosiddetta "white list" — paesi che hanno accordi di scambio di informazioni fiscali con l'Italia. In pratica, questo include tutti i principali paesi OCSE: Germania, Francia, USA, Giappone, e la quasi totalità dei paesi sviluppati.

Esempi: Bund tedeschi, OAT francesi, Treasury americani, Gilt britannici.

Titoli di enti internazionali

Anche i titoli emessi da organismi sovranazionali come BEI (Banca Europea per gli Investimenti), BERS, Banca Mondiale beneficiano dell'aliquota al 12,5%.

Il vantaggio concreto: quanto vale

Il risparmio fiscale dipende dal rendimento lordo dello strumento. Più è alto il rendimento, più vale il vantaggio del 12,5%.

Rendimento lordoNetto al 12,5%Netto al 26%Differenza
2%1,75%1,48%+0,27%
3%2,625%2,22%+0,405%
4%3,50%2,96%+0,54%
5%4,375%3,70%+0,675%

Su un investimento di 50.000 euro con rendimento del 3,5%, la differenza fiscale è circa 190 euro all'anno. Su 20 anni, con reinvestimento, questa differenza si accumula in modo significativo.

Come funziona sugli ETF obbligazionari misti

Qui la situazione si complica. Un ETF obbligazionario che contiene sia titoli di Stato che obbligazioni corporate non può applicare uniformemente il 12,5%. La normativa italiana prevede un meccanismo di "tassazione pro-quota":

  • La quota del rendimento riconducibile a titoli di Stato white list → tassata al 12,5%
  • La quota riconducibile a obbligazioni corporate → tassata al 26%

In pratica, i distributori/broker calcolano automaticamente la percentuale di "titoli di Stato" presente nell'ETF (comunicata dall'emittente) e applicano le due aliquote proporzionalmente.

Esempio: un ETF obbligazionario globale aggregato (come AGGH) contiene circa il 50–60% di titoli governativi. Circa metà del rendimento beneficia del 12,5%, l'altra metà è tassata al 26%.

Con broker sostituto d'imposta italiano, questo calcolo è automatico. Con broker estero, il calcolo teoricamente spetta al contribuente — ma nella pratica la maggior parte dei contribuenti dichiara il rendimento complessivo al 26% per semplicità (approccio conservativo).

ETF interamente governativi: massimo beneficio

Per sfruttare appieno il 12,5%, esistono ETF che investono esclusivamente in titoli di Stato:

ETFIndiceCosa contiene
iShares Core € Govt Bond (EUNH)Bloomberg Euro GovtTitoli di Stato area euro
Vanguard EUR Eurozone Govt Bond (VETY)Bloomberg EuroAgg GovtTitoli di Stato eurozona
iShares Global Govt Bond (IGLO)FTSE World Govt BondTitoli di Stato globali
iShares € Govt Bond 7-10yr (IEGA)Bloomberg Euro Govt 7-10YGov bond euro, duration media

Su questi ETF, la quasi totalità del rendimento beneficia dell'aliquota al 12,5%.

Confronto equo con conto deposito

Quando confronti un BTP al 3,5% lordo con un conto deposito al 3% lordo, non devi confrontare i lordi: confronta i netti. BTP: 3,5% × (1 - 12,5%) = 3,06%. Conto deposito: 3% × (1 - 26%) = 2,22%. Il BTP netto è 84 punti base migliore, non 50.

Imposta di bollo e IVAFE: stessa aliquota per tutti

L'imposta di bollo (0,2% annuo sul valore del portafoglio) si applica ugualmente a tutti gli strumenti finanziari — titoli di Stato inclusi. Non c'è agevolazione su questo fronte.

Minusvalenze: compensazione limitata

Le minusvalenze da titoli di Stato (perdite da vendita prima della scadenza) rientrano nei "redditi diversi" e si compensano con le plusvalenze della stessa categoria. Non si compensano con i dividendi da ETF o con i guadagni da ETF ad accumulazione (che sono "redditi di capitale").

Questa distinzione è la stessa che vale per tutti gli strumenti obbligazionari. Approfondisci nella guida alle minusvalenze.

In sintesi

AliquotaCedolePlusvalenze
Titoli di Stato IT12,5%
Titoli di Stato white list12,5%
Obbligazioni corporate26%
Conto deposito26%n/a
ETF azionari26%

L'aliquota ridotta al 12,5% sui titoli di Stato è uno dei pochi vantaggi fiscali strutturali disponibili per i risparmiatori italiani. Vale la pena tenerla in conto quando si confrontano strumenti obbligazionari alternativi.

Metti in pratica quello che hai imparato.

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Questo articolo ha scopo educativo e informativo. Non costituisce consulenza finanziaria, fiscale o legale. Consulta un professionista qualificato prima di prendere decisioni di investimento.