Investire in oro: ETC, costi, performance e quanto allocare in portafoglio

Perché l'oro è un bene rifugio, come investire tramite ETC fisici come IGLN e SGLN, i costi, il rischio cambio USD/EUR e quanto peso dargli in portafoglio.

13 aprile 20267 min di lettura
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Perché l'oro ha un posto speciale tra gli investimenti

L'oro è una delle poche classi di attivo con una storia di migliaia di anni come riserva di valore. Nella finanza moderna continua a svolgere un ruolo specifico nei portafogli diversificati, non tanto per il rendimento atteso (che è strutturalmente basso), quanto per le sue caratteristiche di comportamento in contesti di stress.

I motivi principali per cui gli investitori detengono oro:

  • Bene rifugio: in periodi di crisi finanziaria, conflitti geopolitici o instabilità politica, l'oro tende a mantenere o aumentare il proprio valore mentre le azioni scendono.
  • Protezione dall'inflazione nel lungo periodo: storicamente il prezzo dell'oro ha mantenuto il potere d'acquisto nel lunghissimo termine, anche se questa protezione non è lineare né affidabile nel breve e medio periodo.
  • Decorrelazione dal mercato azionario: la correlazione dell'oro con le azioni globali è storicamente vicina allo zero o leggermente negativa, il che lo rende uno strumento utile per ridurre la volatilità complessiva del portafoglio.
  • Assenza di rischio di controparte: l'oro fisico non dipende dalla solvibilità di nessun emittente o governo. Non può andare in default.

Come investire in oro: le opzioni principali

Oro fisico (lingotti e monete)

L'acquisto diretto di oro fisico (lingotti certificati, monete come il Krugerrand o il Marengo) è la forma di investimento più "pura". Tuttavia presenta diversi svantaggi pratici:

  • Custodia e sicurezza: servono cassette di sicurezza o servizi di deposito, con costi annui.
  • Spread di acquisto/vendita: i rivenditori applicano margini significativi tra il prezzo di acquisto e quello di riacquisto.
  • Illiquidità relativa: vendere fisicamente lingotti non è immediato come vendere un ETF.
  • Non frazionabile facilmente: un lingotto da 1 oz (circa 2.800-3.000 euro a prezzi recenti) non si può acquistare in parti.

Per la maggior parte degli investitori, gli ETC rappresentano un'alternativa più pratica con costi complessivi spesso inferiori.

ETC sull'oro (Exchange Traded Commodity)

Un ETC sull'oro è uno strumento quotato in borsa che replica il prezzo dell'oro tramite backing fisico: il gestore acquista e custodisce oro fisico in caveau certificati, emettendo titoli che ne rappresentano frazioni. Ogni titolo corrisponde a una quantità precisa di oro (ad esempio 1/100 di oncia troy).

A differenza degli ETF, gli ETC sono titoli di debito dell'emittente garantiti dall'oro fisico — ma in caso di buona gestione il rischio effettivo di perdita del sottostante è molto limitato, perché il metallo è separato dal patrimonio del gestore.

Principali ETC sull'oro per investitori italiani

IGLN — iShares Physical Gold ETC

Emesso da iShares (BlackRock), replica il prezzo spot dell'oro con backing fisico. L'oro è custodito nelle caveau di JPMorgan Chase Bank a Londra. Ogni titolo IGLN rappresenta 1/100 di oncia troy d'oro.

  • TER: 0,12% annuo.
  • Valuta del titolo: USD (con trading anche in EUR su Borsa Italiana).
  • Liquidità: molto elevata.
  • ISIN: IE00B4ND3602.

SGLN — Invesco Physical Gold ETC (precedentemente ETFS Physical Gold)

Uno dei pionieri degli ETC sull'oro in Europa, ora gestito da Invesco. Replica anch'esso il prezzo spot con oro fisico custodito nelle caveau di HSBC a Londra. Ogni titolo corrisponde a 1/10 di oncia troy.

  • TER: 0,12% annuo.
  • Valuta: USD/EUR.
  • ISIN: IE00B579F325.

Confronto pratico

Entrambi gli strumenti sono validi e con costi equivalenti. La scelta può dipendere dalla disponibilità sul proprio broker. Alcuni preferiscono IGLN per la maggiore liquidità, altri SGLN per la storia più lunga e la fiducia nel custode.

Il rischio di cambio EUR/USD

Questo è un aspetto che molti investitori italiani sottovalutano. L'oro è quotato in dollari americani sul mercato globale. Un ETC sull'oro in EUR non elimina automaticamente questo rischio: il prezzo dell'ETC in euro riflette sia la variazione del prezzo dell'oro in dollari sia la variazione del tasso di cambio EUR/USD.

Esempio: se l'oro in dollari rimane invariato (+0%) ma il dollaro si svaluta del 5% rispetto all'euro, un investitore europeo vedrà il valore del proprio ETC scendere del 5% in euro.

Il contrario è altrettanto vero: se il dollaro si apprezza, l'investitore europeo beneficia anche di questo effetto.

Esistono versioni "EUR hedged" di alcuni ETC sull'oro che eliminano il rischio di cambio attraverso contratti forward, ma applicano un costo aggiuntivo (tipicamente 0,10-0,20% annuo) e non sono sempre disponibili su tutti i broker italiani. Per investimenti a lungo termine, molti esperti ritengono accettabile lasciare il rischio di cambio aperto, considerando che la copertura ha un costo e che nel lungo periodo il cambio tende a oscillare attorno a valori di equilibrio.

Performance storica dell'oro

Le performance passate non garantiscono risultati futuri, ma forniscono un contesto utile. Dal 2000 al 2024, il prezzo dell'oro in dollari è passato da circa 270 a oltre 2.300 dollari per oncia, con un rendimento annualizzato di circa il 9% lordo. Tuttavia questo periodo include due fasi molto favorevoli all'oro (2001-2012 e 2018-2024) separate da un lungo periodo di lateralizzazione (2012-2018) in cui chi aveva comprato al picco aveva subito perdite.

Dal punto di vista della volatilità, l'oro è significativamente meno volatile delle azioni ma più volatile delle obbligazioni investment grade. La volatilità annualizzata storica si aggira intorno al 15-18%.

Quanto allocare: il 5-15% del portafoglio

Non esiste una risposta universale, ma la maggior parte dei modelli di portafoglio diversificato suggerisce un'allocazione all'oro compresa tra il 5% e il 15% del totale degli investimenti.

  • 5%: allocazione conservativa per chi vuole la decorrelazione minima senza distorcere eccessivamente il portafoglio.
  • 10%: allocazione bilanciata, adatta a portafogli diversificati che cercano protezione nelle crisi.
  • 15%: allocazione più elevata, adatta a chi si aspetta periodi prolungati di instabilità o vuole una copertura più significativa dall'inflazione e dalle crisi.

Allocazioni superiori al 15-20% sono difficilmente giustificabili per un investitore ordinario: l'oro non produce reddito (nessuna cedola, nessun dividendo), quindi un peso eccessivo penalizza il rendimento complessivo nel lungo periodo.

Considerazioni fiscali

In Italia, le plusvalenze derivanti dalla vendita di ETC sull'oro sono soggette alla ritenuta del 26% come reddito da capitale, esattamente come le azioni o gli ETF azionari. Non esiste un trattamento preferenziale.

L'oro fisico acquistato da privati ha un regime diverso: le plusvalenze sono imponibili solo se l'oro viene venduto entro 5 anni dall'acquisto. Dopo 5 anni la plusvalenza è esente. Tuttavia la complessità operativa e i costi di custodia rendono questa opzione meno conveniente per la maggior parte degli investitori rispetto agli ETC.

Conclusione

L'oro è uno strumento difensivo con un ruolo specifico: ridurre la volatilità del portafoglio nelle fasi di crisi e offrire una protezione parziale dall'inflazione nel lunghissimo periodo. Non è uno strumento di crescita — non producendo flussi di cassa, il suo rendimento dipende interamente dalla variazione del prezzo. Inserito in dosi moderate (5-15%) in un portafoglio diversificato, contribuisce a migliorare il rapporto rischio/rendimento complessivo senza sacrificare eccessivamente il potenziale di crescita.

Metti in pratica quello che hai imparato.

Crea il tuo portafoglio

Questo articolo ha scopo educativo e informativo. Non costituisce consulenza finanziaria, fiscale o legale. Consulta un professionista qualificato prima di prendere decisioni di investimento.