Definizione
Il TER (Total Expense Ratio, ovvero rapporto totale delle spese) è il costo annuo complessivo sostenuto per detenere un ETF o un fondo di investimento. Si esprime come percentuale del patrimonio investito e viene dedotto automaticamente dal valore del fondo ogni giorno, senza che l'investitore debba pagare nulla in modo esplicito.
Il TER include la commissione di gestione del gestore, i costi amministrativi, legali e di custodia. Non include le commissioni di negoziazione applicate dal broker al momento dell'acquisto o della vendita.
Valori tipici
- ETF passivi su indici globali: tra 0,07% e 0,25% annuo
- ETF su mercati emergenti o settoriali: tra 0,20% e 0,65%
- ETF su obbligazioni: tra 0,05% e 0,30%
- Fondi comuni a gestione attiva: tra 1,50% e 2,50%, spesso con commissioni di performance aggiuntive
L'impatto nel tempo: un esempio concreto
Immagina di investire 10.000 euro con un rendimento lordo costante del 7% annuo per 30 anni:
- Con un ETF passivo al TER 0,20%: rendimento netto 6,80% → capitale finale circa 70.500 euro
- Con un fondo attivo al TER 2,00%: rendimento netto 5,00% → capitale finale circa 43.200 euro
La differenza è di oltre 27.000 euro — più del doppio del capitale iniziale. Tutto per 1,8 punti percentuali di commissioni annue.
Perché conta tanto
Il TER erode il rendimento ogni anno, e su periodi lunghi l'interesse composto amplifica enormemente anche differenze apparentemente piccole. Una commissione dell'1% in più non riduce il rendimento finale dell'1%: nel lungo periodo, può dimezzarlo.
Come trovare il TER
Il TER di un ETF è indicato nei documenti ufficiali: il KIID (Key Investor Information Document) e il prospetto informativo. È reperibile anche su siti come JustETF, Morningstar o sul sito del gestore.
Da ricordare
A parità di tutto il resto, scegliere strumenti con TER basso è una delle decisioni più semplici e più impattanti che un investitore può prendere.